Una guida cristiana per genitori che vogliono essere davvero presenti nella crescita e nello studio dei propri figli, in educazione parentale o no.
La maternità e la paternità trascendono la carne per diventare partecipazione attiva all'opera creatrice di Dio.
Educare non significa solo mettere al mondo, ma accogliere e accompagnare un'anima destinata all'eternità: è prima di tutto, un'introduzione alla realtà — un compito che non si può davvero delegare a nessuno.
Utero spirituale — Un'immagine che viene da San Tommaso d'Aquino: finché non raggiunge l'uso di ragione, il bambino resta racchiuso nella custodia dei genitori "come in un utero spirituale". La famiglia, e non la scuola, è il primo luogo del nutrimento spirituale, ed è necessario riappropriarsi del proprio ruolo centrale nella crescita dei figli - indipendentemente se sia sia scelta la scuola oppure un percorso di homeschooling.
Slow-school — Non fast-school, non "scuola a casa" in miniatura. Una educazione che valorizza il tempo, la persona e la relazione è come cucinare scegliendo con cura gli ingredienti, invece che provare il cibo precotto uguale per tutti. Che si scelga l'istruzione parentale o la scuola, il principio di fondo del sostegno allo studio per i genitori educatori non cambia.
Personalizzare — Ogni bambino ha il suo ritmo. La bussola principale del percorso devono essere gli interessi, le attitudini, i ritmi di ciascuno.
Non serve un programma rigido, ma un apprendimento organico e quindi strumenti per adattare l'insegnamento a chi hai davanti. Anche nel difficile lavoro di genitori, occorre comprendere come le ricette preconfezionate degli esperti non sono la risposta.
Chi sceglie l'educazione parentale, o semplicemente vuole essere presente nello studio dei figli, si trova spesso solo davanti a due estremi: manuali tecnici senza anima, oppure entusiasmo generico senza metodo.
I libri che parlano di homeschooling in chiave cattolica sono molto rari in Italia.
Il Focolare nasce per colmare quel vuoto, con una cornice teologica (qui documenti pontifici in merito), cristiana e cattolica, di stampo tomista, che restituisce peso e senso al ruolo di madre e padre: non semplice trasmissione di nozioni, ma partecipazione a un progetto che riguarda un'anima intera, in un percorso personale e specialissimo, senza ricette o metodi.
All'interno del libro troverai il link ad una pagina riservata ai lettori: una appendice aggiornata e ragionata di articoli, attività e materiali pratici.
Informazioni (FAQ) sulla educazione parentale qui.
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Non possiamo pensare di crescere dei figli all'amore di Dio e alla fede se non impariamo a educarli alla bellezza. L'educazione alla bellezza, intesa nel senso più ampio, non è un'opzione o un'attività accessoria, ma una via privilegiata — la Via Pulchritudinis — per condurre l'anima del bambino alla scoperta di Dio, che è Bellezza, Verità e Bontà insieme.
La bellezza in senso cristiano è la manifestazione visibile dell'ordine e dell'armonia della Creazione. È il segno lasciato dal Creatore nel mondo. Insegnare ai figli a riconoscerla significa allenarli a scorgere la presenza di Dio in ogni cosa, dal piccolo fiore alla grandezza dell'arte.
La prima forma di bellezza che il bambino sperimenta è l'ordine e l'armonia della casa. Un ambiente curato, sereno, dove regnano il rispetto e la concordia, non è solo una condizione psicologica favorevole, ma è esso stesso un insegnamento silenzioso di bellezza. La casa è la prima icona vivente della famiglia.
La bellezza esige tempo e silenzio. Richiede la capacità di sostare, di guardare veramente un tramonto, un'opera d'arte, o di ascoltare un brano musicale senza distrazioni. È nell'attesa e nella lentezza che si educa il gusto.
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