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STORIA E USO DEL FORNO A
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I
primi approcci dei nostri antenati con il “Dio Fuoco” avvennero
migliaia di anni fa quando cercarono di sfruttare fiamme accese
da cause naturali come fulmini eruzioni vulcaniche, infatti il
fuoco è la prima fonte di energia sfruttata massicciamente
dall’uomo per le più disparate attività.
Fin dalla preistoria, si è utilizzato il calore irraggiato dalle
fiamme quello emesso dalle braci anche per la cottura dei cibi
accumulandone intorno pietre riscaldate e rese incandescenti. Il
vero e proprio addomesticamento del fuoco però risale a circa
500.000 anni fa con le prime testimonianze archeologiche di
forni primitivi: si scavavano buche nella terra entro le quali
accendere il fuoco e una volta riscaldate si introducevano i
cibi e si effettuava la cottura chiudendo con rocce e terra
l’apertura della buca. Tuttora si usa tale metodo per cucinare
in moltissimi paesi, in Italia in Sardegna, un antico tipo di
arrosto, ormai pressoché scomparso, è quello a «carraxiu» in cui
si scava una buca nel terreno, vi si mettono pietre e si
bruciano legna odorose, finita la combustione si lasciano parte
delle braci sul fondo e si coprono con uno strato di foglie di
mirto e di erbe aromatiche (il rosmarino, il timo, etc.) e vi si
pone sopra l’animale da cucinare, ( oltre al porcello tipico
lasciato intero, si possono cucinare altri tipi di animali fra i
quali il cinghiale, il capretto etc.), si ricopre ancora con
mirto e erbe odorose, ancora sopra si mettono le braci o si
dispongono le pietre arroventate; si è realizzato così un forno
a legna naturale che cuocerà lentamente e saporitamente la
carne.
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Nei casi nei quali il terreno non era adatto si rivestiva la
buca di pietre che fungevano da volano termico e permettevano la
cottura, inoltre in presenza di terreni argillosi, dopo la
cottura dei cibi qualcuno si accorse di avere le pareti molto
più dure del terreno circostante, avevamo scoperto le
terrecotte.
La fase successiva è stata quella di utilizzare le pietre o le
terrecotte per fare dei luoghi chiusi, anche fuori dal terreno,
dove accendere il fuoco e quindi cuocere i cibi, nascevano così
i forni a legna.
Già ai tempi degli egizi risalgono le prime forme antiche di
forno, infatti si sono osservate alcune strutture a forma conica
costruite in mattoni di argilla del Nilo in cui la parte
superiore, dove si metteva il cibo, era separata da quella
inferiore, dove si accendeva il fuoco, da una lastra di pietra
la quale assorbiva il calore e lo trasmetteva alla parte
superiore.
I forni a legna permettevano la cottura dei cereali e li
rendevano utilizzabili per l’alimentazione e in più, potendo
essere immagazzinati si rendevano disponibili al momento delle
necessità. Le popolazioni, per alimentarsi e vivere, non erano
più soggette all’esito della caccia, sempre aleatorio e
dipendente anche dalle condizioni meteorologiche, e quindi da
nomadi diventavano stanziali e mentre il focolare, poche pietre
disposte a circolo, era “l’anima della casa” perché forniva
calore al nucleo familiare, probabilmente il forno a legna,
molto più complesso e difficile da costruire, era “l’anima del
villaggio” perché si costruiva collettivamente e collettivamente
si utilizzava. |
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Era più funzionale cuocere il pane la galletta la focaccia
quotidianamente, sia per la conservazione che per la fragranza,
e l’utilizzo di un forno grande per più famiglie, da accendere
tutti i giorni, è una necessità-tradizione che in alcuni borghi
italiani e europei si è mantenuta fino a pochi anni or sono e
ancora oggi viva in molti villaggi nel mondo ove si fa vita
comunitaria. Ognuno preparava per proprio conto il pane o i
dolci o la carne da cuocere, e poi la cottura avveniva nei forni
comuni. I greci ereditarono dalla civiltà egizia l’arte di
costruire il forno e la perfezionarono sviluppando la volta a
cupola che evolvendo divenne a camera unica. Per i romani l’arte
di cuocere il pane fu una vera e propria rivoluzione alimentare
e gastronomica infatti grazie a Numa Pompilio si introdussero
molti festeggiamenti chiamati “fornacalia” durante la quale
venivano celebrati riti in onore della dea Fornace custode del
buon funzionamento del forno. Siccome i romani sapevano usare
molto bene l’arco nelle loro costruzioni, anche l’arte di
costruire forni ne risentì come si può osservare a Pompei dove
esistono esemplari di forno a legna romani costituiti da un
interno ad arco circondato da un’intercapedine vuota che svolge
la funzione di isolante termico.
Questi ricordi ancestrali di comunione e unione con gli altri
che dava sicurezza, dei profumi dati dall’odore di legna misto a
quello delle erbe aromatiche, dalla fragranza del pane o dal
profumo degli arrosti o dei dolci, ritornano vivi ancora oggi
nell’uso del forno a legna. |
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Forse questo è un motivo che spinge molte persone a costruire
nelle proprie case un forno a legna ove poter cucinare e
preparare fra le altre cose anche la pizza che è sempre motivo
ed occasione per riunire intorno al forno gli amici o i
familiari.
Si gusta insieme il frutto delle proprie abilità e cioè i
prodotti preparati e cucinati con le proprie mano, quindi con
materie prime più che fresche e genuine, e pieni di gusto e con
fragranza che ben difficilmente si riesce a trovare nei
ristoranti che, sempre più dediti alla quantità, molto
difficilmente riescono ad avere la qualità del gusto e degli
aromi dati da quel tocco di personale che ogni famiglia porta
nella propria tradizione. Appena deciso di installare in casa un
forno a legna arrivano i problemi.
Al giorno d’oggi trovare un artigiano che lo costruisca mattone
dopo mattone è pressoché impensabile, sia per il costo che per
la difficoltà di trovare un artigiano che lo la sappia realmente
fare bene secondo “ la regola dell’arte”, è quindi preferibile
volgere l’attenzione ai forni a legna prefabbricati.
IL FOCOLARE – S.C.M. SRL, propone nella propria gamma di
prodotti numerosi forni a legna di qualità con diverse forme e
dimensioni: fra i più semplici, per un uso familiare saltuario,
si possono prendere in considerazione la serie FR – forni a
legna in conglomerato refrattario che hanno la particolarità di
avere l’uscita dei fumi posizionata nella parte superiore -
anteriore della volta del forno, ciò permette l’istallazione del
forno a legna all’interno della casa con il minimo ingombro
anteriore, lo stesso ingombro minimo lo presenta la serie FM –
forni a legna in mattoni refrattari. |
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Quest’ultima serie, realizzata da valenti artigiani all’interno
dell’azienda interamente a mano, presenta la peculiarità di
resistenza all’usura del mattone refrattario abbinata alla
inerzia termica elevata che assicura una cottura dei cibi
veramente ottima.
Per chi ha maggiori possibilità di spazio, può prendere in
considerazione la serie FC – forni a legna in refrattario
classici, con l’uscita dei fumi direttamente dalla bocca del
forno, e che hanno le dimensioni più grandi per cotture
generose.
Tutti i forni a legna si riscaldano all’incirca nella stessa
maniera: si deve bruciare legna di buona qualità, non si può
nemmeno pensare di bruciare pezzi di mobili rotti, parti in
legno verniciato, e altri oggetti simili perchè nella
combustione si originano prodotti nocivi – velenosi per la
salute tra i quali ad esempio ci sono le diossine i cui effetti
sono noti a tutti ( non dimentichiamoci di Seveso); il
risparmiare l’uso di pochi chili di legna vergine di bosco per
pochi centesimi di euro di costo per utilizzare prodotti di
recupero (ad esempio i bancali – pallet sono per lo più trattati
antimuffa e antitarlo ecc. e spesso contengono anche creosoto),
con elevato rischio di assimilare prodotti nocivi, è
assolutamente da evitare. |
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Per verificare quando il forno, che deve essere ben coibentato,
è pronto per la cottura basta osservarne la volta: all’inizio
della combustione della legna la volta si annerisce per
particelle di carbone incombuste data la bassa temperatura delle
superfici del forno a legna, con il continuare del riscaldamento
della volta queste particelle a mano a mano bruciano fino a
lasciare una volta dall’aspetto biancastro, normalmente a quel
punto si interrompe l’alimentazione di altri rami di legna, si
aspetta che la legna presente nel forno bruci fino a lasciare
braci vive, a quel punto secondo la cucina che si vuole fare è
possibile immettere dei rametti di piante odorose e si
ammucchiano le braci su un lato del forno, si pulisce con un
panno umido il fondo del forno se si vuole cucinare sul “suolo”
del forno stesso (pizze o focacce o pane etc.) si chiude per
alcuni minuti il forno a legna con lo sportello onde si possa
uniformare il meglio possibile la temperatura delle pareti e del
suolo del forno, dopo di che è possibile iniziare a cucinare
inserendo i cibi e richiudendo lo sportello.
Nel caso si vogliano cucinare le pizze in modo continuo, è
possibile farlo con la bocca del forno aperta semplicemente
seguitando ad alimentare con nuovi rami di legna le braci,
sempre poste su un lato del forno, in modo da ottenere un fuoco
per mantenere alta la temperatura del forno. |
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L’estate è uno dei periodi che è più favorevole all’uso del
forno a legna, sopratutto di quello posto all’esterno della
casa, magari abbinato a un bel grill che coniuga l’uso dei cibi
cotti al forno con quelli grigliati; il profumo e il sapore
delle pizze appena sfornate, fatte con le proprie mano, fa si
che gli amici , in queste occasioni sempre numerosi, assaggiando
le prelibatezze che escono dal forno ben calde ed elogiano il
“cuoco” autodidatta che, normalmente è il padrone di casa, si
sente appagato per la “ fatica – piacere “ passata davanti al
forno a legna.
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